Il soprannome ironico della scena — “Uffa che noia”.
I due siedono uno di fronte all'altro: l'uomo tiene tesa sulle mani una matassa di lana azzurra mentre la donna tira il filo e lo avvolge in gomitolo. Lui porta giacca senape e cappello, lei un abito rosa a fiori e uno scialle rosso scuro. Ai suoi piedi sta un cesto con i gomitoli già fatti, a destra una fiasca impagliata. A terra, tra i due, è rimasta una manopola gialla. Gruppo di genere in porcellana di Capodimonte: la scena regge sul filo teso tra le mani.